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Sottomessa al Piacere-L'Estetista Perversa #6


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
01.12.2025    |    12.607    |    3 9.2
"Prima di uscire, afferro il plug di acciaio che Cinzia aveva tolto e lo rimetto al suo posto, nel suo culo dilatato e arrossato; la pelle tesa si distende come gomma calda attorno all'acciaio freddo..."
*** DANIELA ***

Cinzia afferra il nuovo dildo a doppia punta: un mostro di silicone nero lucido, venato di rilievi pulsanti come vene gonfie di un serpente demoniaco, la superficie coperta di protuberanze a forma di spine ricurve, alcune appuntite come piccoli denti, altre arrotondate come perle oscene.
Con movimenti esperti, lo assicura all'imbracatura di cuoio nero che le cinge i fianchi, stringendo le fibbie cromate fino a sentire il morso del materiale nella carne morbida. Lo fa scivolare nella sua fica già umida e gonfia con un gemito roco che le vibra nel petto e le fa tremare le cosce tornite.

I dettagli grotteschi sfregano contro le sue pareti interne color rosa acceso; ogni nodulo preme e stimola punti precisi, facendola tremare, mentre il clitoride gonfio pulsa contro la base fredda dell'arnese. Senza esitazione, punta la prima estremità – grossa quanto un pugno chiuso – verso il culo di Michela, ormai una voragine spalancata dalle settimane di torture da Giorgio; l'anello muscolare, arrossato e lucido di lubrificante, si contrae involontariamente. La seconda cappella, turgida e venata di blu artificiale, si posiziona all'ingresso dove le grandi labbra si dischiudono come petali osceni per accoglierla, i dilatatori metallici brillano sotto la luce tremolante delle candele.

Affonda con un colpo secco e brutale che fa tremare il lettino e scricchiolare il cuoio umido sotto il peso. Michela sussulta come una bambola di pezza maltrattata, gli occhi si rovesciano all'indietro mostrando il bianco venato di capillari, la mascella si spalanca in un grido silenzioso mentre il silicone nero scompare tra le sue natiche arrossate, inghiottito dalla carne avida e martoriata. Il dildo all'altezza della figa è più corto e arriva dopo quello anale.

Quando Cinzia tenta di penetrare la fica con l'altra estremità turgida e venata, la carne rosea e gonfia resiste come una porta serrata per colpa dell'astinenza forzata da settimane; il dolore squarciante si manifesta in urli strozzati che escono dalla gola arrossata di Michela come lame affilate che tagliano l'aria densa e profumata dello studio. Mi posiziono allora dietro Cinzia, le mie cosce premono contro i suoi glutei sodi, e spingo con tutta la forza dei miei fianchi, sentendo sotto i palmi sudati i suoi muscoli dorsali tendersi come corde di violino mentre il fallo nero lucido sfonda la fica pulsante di Michela – non completamente, ma abbastanza da devastarla in un bruciore lancinante che le risale fino al ventre e la fa contorcere sul lettino di pelle come un'anguilla argentata appena pescata, le vertebre che si inarcano una dopo l'altra in una danza spasmodica di dolore e piacere.

«Basta, cazzo, mi state spaccando!» implora con voce rotta, ma Cinzia, ormai persa nel delirio sadico, continua a spingere con ferocia animalesca: i fianchi si muovono come un pistone impazzito, il sudore le imperla la schiena tatuata. Viene con un urlo gutturale che squarcia l'aria condizionata dello studio e probabilmente attraversa le pareti sottili fino alla sala d'attesa. Il suo corpo si contrae in spasmi violenti, i muscoli che si tendono sotto la pelle mentre io assaporo ogni vibrazione trasmessa attraverso le mie mani ancora piantate sui suoi glutei. Michela, invece, con la fica che brucia come se fosse stata cosparsa di peperoncino, non riesce a godere: il viso contorto in una maschera di dolore, rigato di lacrime nere di mascara che colano fino al mento tremante, mentre implora con voce spezzata, la lingua che inciampa sul piercing metallico che brilla tra i denti: «Padrona, basta... mi la-la-lacera!».

Intuendo la sua frustrazione come una dea sadica che conosce ogni suo gemito, ogni sfumatura del suo respiro affannoso, ordino un altro round anale con voce tagliente come una lama di ghiaccio: «Non ancora, troia. Cinzia, toglilo da quella fica lacerata e arrossata: visto che la cagna desidera godere solo dal culo, l'accontenteremo fino a farla svenire».

Cinzia toglie bruscamente il fallo dalla sua fica, provocandole un forte bruciore che la fa sussultare e urlare; la carne umida si contrae visibilmente attorno al vuoto improvviso. Sgancia con dita esperte il fallo vaginale, lasciando solo quello dedicato al culo, nero e lucido come ossidiana bagnata.

«Sdraiati, Cinzia: facciamo condurre il gioco a Michela, vediamo come ama farsi inculare. Sali, puttana, impalati su quel mostro venato come la troia insaziabile che sei». E per aiutarla a scendere, mi posiziono alle sue spalle, le mani poggiate sulle sue spalle tremanti e sudate – la pelle calda e scivolosa sotto i miei palmi – dandole una forte spinta con tutto il mio peso.
Il fallo gigante si conficca fino alla radice nel suo culo già devastato e slabbrato; l'anello muscolare si distende come gomma rovente attorno al silicone nero, un affondo lancinante che la fa urlare con voce rotta: «Sto venendo, cazzo, sto venendo!». L'orgasmo la devasta come un'onda rovente di lava incandescente; il suo sesso bagna la cintura dello strap-on in schizzi viscidi, traslucidi e caldi che colano come miele perverso, il corpo che crolla esausto e tremante sul tappeto nero, gli occhi rovesciati all'indietro: «Cazzo, lo volevi proprio nel culo. Brava, cagna insaziabile».

Cinzia si alza con un ghigno soddisfatto che le increspa le labbra carnose, toglie lo strap-on con un suono viscido come carne bagnata e lo getta sul pavimento di marmo nero lucido. Si avvicina al viso esausto di Michela – le guance arrossate e gli occhi iniettati di sangue – e preme la sua fica gonfia, violacea e grondante di umori traslucidi sulla bocca tremante: «Leccami, troia. Usa quella lingua e fammi sentire il metallo freddo del tuo piercing contro il mio clitoride pulsante», ordina con voce roca che vibra nell'aria densa di feromoni e sudore.

Michela obbedisce famelica nonostante il dolore che le trafigge ogni terminazione nervosa: la gemma blu cobalto del piercing superiore preme contro le labbra intime di Cinzia, turgide e screpolate, mentre la sfera metallica inferiore graffia crudelmente la carne sensibile. La lingua serpeggia con devozione febbrile, girando intorno al bottoncino gonfio con movimenti circolari e spasmodici, facendola venire con gemiti gutturali che salgono dalle profondità del suo ventre e un urlo finale che riecheggia contro le pareti insonorizzate. Poi, con un mio cenno complice e sadico – le dita che tracciano un cerchio nell'aria viziata – Cinzia rilascia un getto dorato, caldo come lava e amaro come fiele, che inonda la gola di Michela: «Bevi fino all'ultima goccia, puttana. Assapora il mio nettare acido come cesso umano che sei diventata».

Michela spalanca la bocca obbediente, le labbra gonfie e screpolate che formano una coppa imperfetta, ingoiando quasi tutto con gorgoglii soffocati e umiliati; rivoli giallastri le colano dagli angoli della bocca sul mento tremante fino al collo teso. L'umiliazione la trafigge come una lama incandescente nelle viscere, mentre una gioia perversa di appartenenza totale le brucia nelle vene come eroina bollente, i suoi occhi vitrei e lucidi di una devozione malata e febbricitante. Penso: «Cazzo, è perfetta: bagnata, rotta e annientata, pronta per sprofondare nell'abisso che adora con ogni fibra spezzata del suo essere».

La seduta termina con il laser finale per rifinire i dettagli: ogni colpo rovente brucia gli ultimi follicoli residui sul pube, sulle gambe e sulle ascelle. Il macchinario emette un sibilo elettronico ad ogni scatto, lasciando nell'aria un odore sottile di pelle bruciata e ozono. Michela sussulta ad ogni lampo di luce intensa, la pelle arrossata si copre di minuscole gocce di sudore perlaceo. I suoi muscoli si contraggono in spasmi involontari sotto la mia mano che le tiene fermo il bacino.

«Senti come ti ripulisce, troia: liscia come marmo per me, pronta per il tatuaggio e gli anelli definitivi che ti marchieranno come mia proprietà permanente».

Cinzia spegne la macchina con un click secco, si toglie i guanti in lattice con uno schiocco umido e non si fa pagare la seduta come aveva promesso, un sorriso complice che le increspa gli angoli della bocca carnosa mentre ci salutiamo: «È stato un piacere, Daniela, in tutti i sensi».

Prima di uscire, afferro il plug di acciaio che Cinzia aveva tolto e lo rimetto al suo posto, nel suo culo dilatato e arrossato; la pelle tesa si distende come gomma calda attorno all'acciaio freddo. Con un click secco del telecomando, lo regolo alla massima velocità: il ronzio violento riverbera attraverso le sue viscere, facendola gemere con voce roca e spezzata, il corpo che sussulta in spasmi incontrollabili mentre esce barcollante sulla strada, le gambe tremanti che si sfregano ad ogni passo. Il suo corpo, coperto da un sottile strato di sudore salato che brilla sulla pelle arrossata, pulsa alternando fitte di dolore lancinante che le trafiggono il bacino a ondate di piacere estatico che le risalgono lungo la spina dorsale come scariche elettriche.

Umiliata fino al midollo osseo, ma con gli occhi vitrei di una felicità perversa – come una cagna sazia dopo un pasto proibito – è pronta per l'abisso di umiliazioni e dilatazioni sempre più estreme che io, la sua padrona dagli occhi di ghiaccio, le riservo nei recessi più oscuri della mia mente contorta. La mia fica si bagna al pensiero di romperla ancora di più, pezzo per pezzo: la mia Michela perfetta, marchiata a fuoco e dilatata per sempre come un trofeo vivente.

»» Parte 6 di 6 - FINE ««

*** NOTE ***

Un nuovo capitolo (diviso in 6 parti) nell'odissea perversa della nostra eroina. Vi ricordo che questa storia non è mera invenzione della mia mente: si ispira a esperienze reali, non mie, ma vissute da DamaBianca. La mia fantasia ha solo arricchito il racconto con i pensieri e i punti di vista di quei personaggi secondari che, nelle narrazioni convenzionali, passano spesso inosservati – eppure, a mio avviso, sono proprio loro a custodire l'essenza più profonda. Non mi limito a descrivere l'atto sessuale in sé, per quello esistono i video pornografici, che lo fanno con maggiore efficacia; il mio è un viaggio interiore nella perversione, un'esplorazione psicologica che mi impone di immedesimarmi in ogni singolo personaggio. Ed è qui che le mie infinite personalità emergono al meglio, intrecciandosi in un mosaico di ombre e desideri.

La storia che avete appena letto, con i suoi sospiri affannati e le sue carezze proibite, affonda le radici nelle avventure reali della mia amica "Damabiancaesib". Per catturare la sua essenza audace, vi invito a esplorare il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib.

Altri autori su A69 hanno già narrato le sue confessioni, ma lei – insaziabile viaggiatrice negli abissi del desiderio – ha scelto me per spingersi oltre ogni confine, rivelando fantasie così oscure da bruciare l'anima. Non copio altri scrittori, né il mio lavoro è un plagio alla loro arte: è una fusione incendiaria tra realtà e finzione, dove le sue confidenze notturne si trasformano in parole che pulsano di vita, reinterpretate attraverso la mia voce unica.

Ora tocca a voi: elevatemi al trono di maestro dell'erotismo letterario con un voto generoso e avvolgente, o lasciatemi danzare tra i dolci sognatori? Lasciate un commento – anche irriverente, spudorato, intriso di passione – o sussurratemi in privato proposte audaci, che accendano la scintilla di un incontro capace di trasformare la fantasia in una realtà fremente, in un Club Privé di Bologna o ovunque il desiderio ci trascini con il suo flusso irresistibile. Un ultimo sussurro intimo: avete immerso lo sguardo in un racconto di sottomissione, ma io sono l'opposto, un amante della condivisione sensuale, della tenerezza che accarezza l'anima e dell'appagamento reciproco, in qualcosa di normale e autentico... anche se mi incanta la donna forte, quella che sa condurre il gioco con maestria avvolgente e seducente.

Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
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